"La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico.
La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare".
Piero Calamandrei

mercoledì 21 giugno 2017

Segui il richiamo...di Inycon!




È nella “Costa d‟Africa” di Sicilia, che si espande una distesa di vigneti che si lasciano accarezzare dal profumo del mare e cullare, dall’alba al tramonto, da quei colori che non lasciano spazio all’immaginazione talmente sono veri e belli.

Il vino è il canto della terra verso il cielo diceva un grande enologo italiano ed è qui, nel più grande vigneto d’Europa, che avviene il miracolo della vendemmia e del vino. Qui Menfi, situata tra i templi di Selinûs e l’area degli scavi di quella che fu Heraclea, dove si coltivano a vite 6.000 ettari di terreno con quasi 30 cultivar di uve diverse per più di 600.000 quintali di uva raccolte all’anno. Ed è qui che si incontrano piccoli agricoltori, che amano e rispettano la terra e suoi cicli biologici, e aziende (oltre 10 produttori di vino) che fanno dei loro soci e del loro sudore la risorsa più importante.

Si narra che proprio in questa zona trovò rifugio Dedalo dopo la sua fuga da Creta. Secondo la leggenda, Cocalo ospitò Dedalo e poi, le figlie del re sicano, lo aiutarono ad uccidere Minosse. Questo e molto altro si racconta ma Inycon però è molto altro. E' il racconto di un territorio e delle sue meraviglie. Il racconto del vino e della sua comunità. Del mare, del territorio. Del cuore di questa terra che non lascia spazio all'amaro ma che si gode la dolcezza del mare, del vino e dei suoi protagonisti. Quasi a sfidare il tempo e la leggenda di Bacco che pare aggirarsi tra i vigneti di Menfi. E qui, forse, la leggenda c’entra talmente poco tanto è vera la vita tra le strade della città del vino.

Vi aspetto dal 23 al 25 giugno a Menfi (qui un po' di foto), per la ventiduesima edizione di Inycon!
Qui tutte le informazioni, visita il sito di Inycon 2017!






Dal 23 al 25 giugno, a Menfi, torna Inycon, la festa del vino più importante di Sicilia. La manifestazione, giunta alla ventiduesima edizione, è inserita nella shortlist degli eventi ad alta rilevanza turistica della Regione Siciliana ed è l’appuntamento centrale organizzato dal Comune di Menfi per promuovere le eccellenze del territorio.
Questa edizione, insieme a sponsor storici come l’Assessorato Regionale al Turismo, SiSTema Vino e Cantine Settesoli, ha il privilegio di avere come partner il Distretto del Vino e dei Sapori di Sicilia e Slow Food, che valorizzano le peculiarità enogastronomiche della Sicilia.
Il vino di Menfi, eccellenza produttiva riconosciuta nel mondo, e le straordinarie varietà gastronomiche del territorio sono il cuore della manifestazione. Sono il linguaggio con cui il territorio si vuole raccontare. Inycon è quindi la tre giorni assolutamente imperdibile per gli amanti del vino e del gusto di qualità.
Tantissimi ospiti ed appuntamenti rendono unico l’evento.
Con la collaborazione, ormai consolidata, dello scrittore e giornalista Giacomo Pilati, a Casa Planeta, alle 19, si tengono tre Dialoghi del vino, occasione straordinaria per assistere alle presentazioni dei libri di tre autori di rilevanza nazionale, degustando l’ottimo vino del territorio. Si parte, il 23, con Tony Capuozzo ed il suo "Il segreto dei Marò”, edito da Mursia. Il giorno successivo, Daniela Spada e Cesare Bocci presentano il loro "Pesce d’aprile", Sperling & Kupfer. Il 25 giugno concludono Antonella Boralevi ed il suo "Byron. Storia del cane che mi ha insegnato la serenità”, per i tipi Mondadori.
Ogni giorno, in due turni, alle 19 e alle 20:30, all’interno dei cortili storici 21, 27 e 34 di Via della Vittoria, un appuntamento fondamentale di Inycon: le degustazioni tecniche dei vini della Strada del Vino delle Terre Sicane condotte da wine influencer con il supporto dei sommelier AIS. Ogni cortile è allestito con stampe fotografiche, dalla forte capacità narrativa, coerenti con il tema della degustazione.
Il cortile 21, “Sacro e Profano”, ospita i wine tasting con Valerio Capriotti dal titolo “Il vino si beve... e si serve. La ritualità della tavola spiegata da un sommelier vip: Valerio Capriotti”. Il cortile 27, #SeguiIlRichiamo, è invece la location della degustazione “SeguiIlRichiamodelleTerreSicane" con Francesco Pensovecchio. Il cortile 34 ospita i wine tasting con Gae Saccoccio e Alberto Buemi. Tutti i cortili storici di via della Vittoria si incendiano di convivialià, gusto, festa per tutta la tre giorni, animati dalle aziende vinicole e dalle associazioni del territorio e non. Fra gli altri, il cortile 22 è il set dello spettacolo comico della ex modella e wine lover Arianna Porcelli Safonov. Imperdibile.
Il Distretto dei Vini e dei Sapori di Sicilia, insieme ai Cortili in Festa di Via della Vittoria, promuove EXPO village, una grande area, installata in Piazza Vittorio Emanuele, dedicata a tutte le eccellenze enogastronomiche che rendono unici i nostri territori.
Alle 20:30, in Piazza Vittorio Emanuele, spazio ai Laboratori del gusto, show cooking condotti da Tinto, durante i quali grandi chef del territorio sono chiamati a creare il connubio perfetto fra la creatività dei sapori e un vino del territorio. I Laboratori del gusto sono realizzati in collaborazione con l'Assessorato Regionale al Turismo, Slow Food e il Distretto Vini e Sapori di Sicilia. Il 23, sul palco, lo chef menfitano Liborio Bivona; il 24, spazio alle ricette di casa della famiglia Planeta; il 25, protagonista è la cucina tradizionale delle Signore della Brigata Mandrarossa.
Dopo le 23, ogni sera, grande spettacolo in Piazza Vittorio Emanuele. Comicità e cabaret la prima serata, con il grande John Peter Sloan, ormai menfitano di adozione, ed il suo Culture Shock; la grande musica raggaemuffin dei Sud Sound System è invece protagonista della serata del 24 giugno. Il 25 sera, a conclusione di Inycon, si sogna con lo spettacolo “Dream. Sogno di una notte d’estate" prodotto da MyMoon. Un momento che unisce comunità e visitatori in un’atmosfera emozionale unica, esaltata dallo spettacolo pirotecnico conclusivo.
Tantissimi altri appuntamenti ed eventi rendono imperdibile la ventiduesima edizione di Inycon.
In due splendidi wine bar, uno in Piazza Vittorio Emanuele ed uno nel cortile di Palazzo Tito, coordinati dagli Enonauti, si propongono, dalle 19, tutti i vini della Strada del Vino delle Terre Sicane.
Nel cortile 27, dalle 21:30, Giacomo Tarantino in compagnia di un appassionato team di social inluencer apre la finestra virtuale ed interattiva di Inycon con la sua Social Room.
Inycon è anche occasione per riflettere sui valori territoriali per progettarne lo sviluppo. L’esperto internazionale di marketing delle destinazioni turistiche, Joseph Ejarque, coordina, nelle giornate immediatamente precedenti alla manifestazione, una due giorni di workshop tecnici sulle possibilità di sviluppo turistico del territorio.
Il 24, alle 10, a Casa Planeta, il Prof. Attilio Scienza, massimo esperto nazionale di enologia, modera la Tavola Rotonda, organizzata in collaborazione con l’Assessorato dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, “Identità e ricchezza del vigneto Sicilia”.
Il 2017, inoltre, è per Menfi e la sua comunità un anno importante. Ricorre infatti il decimo anniversario del gemellaggio con la città tedesca di Ettlingen. Inycon 2017 è l’occasione per celebrare questa festa dell’amicizia fra popoli e culture diverse.
Questo e molto altro è Inycon 2017. Appuntamento a Menfi dal 23 al 25 giugno! 

mercoledì 31 maggio 2017

Ambaradan

Eccoli i Cannella, con il loro terzo disco: “Ambaradan”. E non poteva avere un nome diverso se il trio che compone un puzzle dal sapore intenso e speziato come la loro musica, si ritrova ancora una volta dopo “Fuori paese” (2013) e “Alla fine” (2015).
Tanto equilibrio rispetto al passato, personalità in crescita e costanza nel volere uscire dai soliti schemi di genere. Ambaradan  scorre e fluisce piacevolmente, segno di maturità e consapevolezza dove è viva la qualità al centro del progetto e, allo stesso tempo, un’idea artistica chiara e definita. Un ascolto intrigante dove nel guazzabuglio di Ambaradan ogni cosa è al proprio posto e dove emerge, tra le altre, la sostanza nutrita di un lavoro ricercato che conferma la bellezza debordante di piacere e verità e mette sul piatto belle melodie e canzoni dal buon peso specifico. Agli estremi del disco la desolazione e il riscatto, segni tangibili della contraddizione siciliana che si accompagna alla speranza di una primavera che riempie il vuoto e regala sorrisi.
Le 12 tracce di questo disco sono un mosaico inscindibile da vivere che amalgama con cura i mille volti del gruppo. Rispetto ai lavori precedenti scompaiono il dialetto, l’espressività allusiva e i colori degli esordi, tornando a bilanciare i due elementi costitutivi della canzone: più rilievo alla musica e ruolo maggiormente funzionale e accessorio del testo.

Ascoltateli. E poi non è difficile farsi conquistare, o almeno cullare, dalla timida e gioiosa voce femminile che guida l’ordine in questo Ambaradan dove elementi pop-rock e indie si mescolano ad influenze derivanti dalla musica elettronica e dalle melodie tipiche degli anni ‘80.


Li trovate qui su Musicraiser, e poi per un piccolo assaggio del nuovo album al Tuna Beach (Sciacca) Venerdì 2 giugno. Le prime uscite pubbliche invece saranno sabato 24 giugno, 1 luglio e altre invia di definizione.


"Pensiero diverso", primo video estratto da "Ambaradan", 3° album dei Cannella

mercoledì 24 maggio 2017

Segui il richiamo...Inycon 2017 (Menfi, 23-25 giugno!)



Inycon è la festa del vino di Menfi, nata 22 anni fa per celebrare la nascita della prima DOC del territorio e che narra una delle storie più belle che la Sicilia sa raccontare.
Una storia di vino, mare, linguaggio, territorio e comunità. E Menfi si prepara a raccontarla: dal 23 al 25 giugno 2017 torna Inycon (Clicca qui per saperne di più!), la più antica manifestazione siciliana dedicata al vino di qualità: segui il richiamo!

mercoledì 10 maggio 2017

Menfi è ancora Bandiera Blu


Anche per quest'anno Menfi è Bandiera Blu (la 21esima assegnata ogni anno in 49 paesi con il supporto e la partecipazione delle agenzie dell’Onu). E lo si racconta con stupore perché anno dopo anno questo territorio racconta sempre qualcosa di nuovo e conferma tradizioni e meraviglie naturali. 
Speriamo di continuare a meritarle nel tempo

mercoledì 3 maggio 2017

Un po' di assenza da questo blog...ci vediamo in giro per l'Italia?

Diverse presentazioni de "Il primo martire di mafia - L'eredità di padre Puglisi" in giro per l'Italia, ci vediamo?
5 Maggio, Milano 
6 Maggio, Como 
12 Maggio, Santo Stefano Quisquina 
16 Maggio, Bologna 
20 Maggio, Mantova 
23 Maggio, Gela

Vi aspetto!




mercoledì 19 aprile 2017

Ad Agrigento con Matteo Collura e l'ANM

La mafia e l’antimafia, Ciak&Law propone il film “Il secondo tempo” e il dibattito con Collura e Ognibene

Terzo appuntamento del ciclo di proiezioni promosso dell’Associazione nazionale magistrati di Agrigento. Tema dell’incontro: l’antimafia. Dopo la proiezione del film “Il secondo tempo” si aprirà il dibattito con il regista e i giornalisti Matteo Collura e Salvo Ognibene. Ingresso libero



La mafia e l’antimafia. È complesso e scottante il tema del terzo appuntamento di “Ciak&Law”, il ciclo di incontri promosso dall’ Associazione nazionale magistrati sottosezione di Agrigento. Mercoledì 19 aprile, alle 20, allo Spazio Temenos, nella Chiesa di San Pietro, verrà proiettato il film “Il secondo tempo” di Pierfrancesco Li Donni. Un evento aperto a tutta la comunità con ingresso libero.

“Il secondo tempo” (2012) racconta i 57 giorni che intercorrono tra la morte di Giovanni Falcone e quella di Paolo Borsellino nella Palermo di oggi. Un ibrido tra docufiction, interviste, finzione e immagini d’archivio che documentano l’atmosfera di quei giorni. Un film che descrive una città che avrebbe potuto essere e non è stata.

A venticinque anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio e a trent’anni da quell’articolo di Leonardo Sciascia “I professionisti dell’antimafia, sono tante le riflessioni che il film solleva. Dopo la proiezione seguirà il dibattito moderato dal presidente dell’Anm – Agrigento, il magistrato Giancarlo Caruso. Interverranno il regista Pierfrancesco Li Donni; Matteo Collura, giornalista del Corriere della sera, autore di diverse pubblicazioni sugli scritti di Leonardo Sciascia di cui è stato intimo amico; e Salvo Ognibene, giovane avvocato e giornalista, autore de "L'eucaristia mafiosa" e "Il primo martire di mafia".

mercoledì 12 aprile 2017

Restiamo umani




oggi saluto Gaza
oggi saluto il mondo
oggi si va a morire
per la mia utopia
di restare umano

Gaza, 15 aprile 2011

"Me ne sono andato via dall'Italia nauseato, lo sai, trascinato al largo, e pensavo per sempre, dall'ondata di una marea di xenofobia e razzismo che allaga un'Italia non più in grado di galleggiare sui ricordi sbiaditi di una Resistenza al fascismo deposta a favore degli sconfitti. Qui a Gaza, confinato laddove l'umanità sconfina in degrado fino al massacro recentemente subito, ho riscoperto tutta un'Italia che pensavo irrimediabilmente estinta. Ricevo decine, centinaia di lettere da chi ha deciso di intasarmi benevolmente la mia casella mail, incoraggiandomi, supportandomi, spronandomi ad andare avanti, coinvolgendosi nella promozione di un volume che ho vissuto morendo, come una sorta di missione, di verità, quindi giustizia, per i morti e i feriti a morte. Quelle che conservo con più affetto sono le epistole di casalinghe interessatesi alla Palestina dopo avermi letto, di disoccupati ridotti sul lastrico che mi mandano pochi spiccioli per mantenermi (uno dei quali ha versato sul mio conto euro 15, motivazione: "per aiutarti a comprare quella bombola del gas per il tuo appartamento", di ex galeotti. Anche per loro vorrei raccontare Gaza, la Gaza dei 'sommersi e dei salvati'.
Perché come ci insegnava Primo Levi chi resta, chi si 'salva' continua ad essere perseguitato da inferni in cui si mescolano privazione, incubi, colpa, dolore, perdita, rassegnazione, terrore, incapacità di proiettarsi nel futuro. La linea di confine che separa chi è rimasto sotto le macerie e chi continua ad inspirare ed espirare regolarmente è spesso più sottile di quanto immaginiamo. Vorrei dar voce alle storie di chi è rimasto sommerso e a quelle di chi si è salvato, vorrei raccontare la perdita, l'ingiustizia attraverso le immagini di una lotta quotidiana per la sopravvivenza in cui si alternano schizofrenicamente orgoglio, coraggio, disperazione e orrore. Credo sia questo il tempo di svelare quanto di umano si svela dietro un hijab o all'ombra di un minareto palestinese, oltre i manifesti propagandistici di hamas nella quotidianità di personaggi che si intrecciano rinchiusi e oppressi nel più grande carcere a cielo aperto del mondo: Gaza. Che aspirano e propendono con tutti loro stessi verso ciò a cui più maggiormente aspirano: una vita normale. Credo sia tempo di riumanizzare le vittime, affinchè sia più difficile tornare a sterminarle col pretesto della guerra di culture. Far luce laddove i grossi media sollevano del gran fumo, tanto da far arrivare a confondere un bimbetto per un temibile terrorista. Una sorta di Spoon River, ma dei sopravvissuti, Vorrei raccontare del mio arrivo a Gaza, il più grande carcere a cielo aperto del mondo, tramite quell'epica avventura rappresentata dalle navi del free gaza movement. Quel 24 agosto c'erano migliaia di uomini e donne ad aspettarci al porto, e molti ci aspettavano accampati da giorni. Hanno spezzato i cordoni di sicurezza di Hamas e alcuni si sono gettati in mare, hanno nuotato verso di noi o ci sono arrivati tramite minuscole rudimentali imbarcazioni, per dare il benvenuto alle prime barche internazionali approdate al porto di Gaza dal 1967. Vorrei raccontare dell'assedio, scolpendo parole che fotografino le gesta quotidiane di una Gaza che resiste stretta nella morsa di valichi sigillati per volontà di chi vorrebbe la sua morte per asfissia.
Racconterei ancora del massacro, ma ancora di più di quello che ha lasciato oggi, dei segni nei sogni dei bambini, nei visi scalfiti dalle rughe di vecchi vittime di due naqba, in una attesa di morire come sono vissuti, vale a dire in gabbia. Vorrei dare voce ai senza voce, mettere nero su bianco la storia di Hamza, caro amico che sebbene di famiglia laica, ha accolto l'islamismo estremista , hamas e successivamente la resistenza. E' morto il 7 gennaio con un kalashikow in mano. Raccontare chi e cosa e spinge questi giovani al martirio mentre loro coetanei sognano ancora l'America, nonostante l'America qui ci viene a trovare spargendo morte rivestita dai suoi blindati e dai suoi cacciabombardieri. Racconterei di Maha, che in una Gaza sempre più indotta all'islamismo, scartando l'antica tradizione laica palestinese,si rifiuta di portare il velo disobbedendo agli ordini della famiglia osservante. Di Fida, che al contrario, il velo lo porta nonostante la madre le sconsigli di farlo. Di chi fa carte false per poter fuggire lontano, di chi da qua non vuole muoversi, e semmai sogna di tornare a piantedi ulivi laddove sono cresciuti i suoi nonni e ora il "nemico" ha edificato il suo impero di sopraffazione. Di cosa significa essere pescatori e agricoltori a Gaza, la differenza che passa tra loro e i loro colleghi di tutto il mondo.
Agricoltori e pescatori, oltre che con la forza ineluttabile della natura, hanno a che fare con una forza altrettanto ineluttabile: il piombo fuso israeliano. Racconterei dei minatori dei tunnel di Rafah. Di come si fa il pane, di come si fa l'amore, di come si allevano i figli e si alleviano i dolori a Gaza. Di come si fuma l'arghile, l'hashish, di come si beve e si prepara il tè, di come si distilla clandestinamente l'alcool. Dei sogni notturni, degli incubi odierni. Delle evasioni in una prigione senza via di fuga. Dei misticismi, dei decadentismi. Degli sguardi confusi verso un occidente che a volte è coloniale, altre volte è ammaliatore. Insomma, racconti brevi, diretti al cuore per ricordarci come si rimane ancora umani, umanizzando le vittime di domani. E che facciano un po’ più male le loro grida di dolore. Perché sarò per sempre incatenato ad una esperienza che dovrebbe sconvolgere gli animi, di tutti, e ridestare dall'indifferenza anche a distanza". Vik



mercoledì 5 aprile 2017

"Noi contro le mafie", ci vediamo a Reggio Emilia e provincia


E' ripartito "Noi contro le mafie", il festival sulla legalità in provincia di Reggio Emilia diretto dal Prof. Antonio Nicaso. E' un onore per me tornarci (Qui un piccolo report dell'edizione 2016) anche se questa volta sarò insieme a Rosaria Cascio e al nostro lavoro sull'eredità di don Pino Puglisi.


Ci vediamo giovedì 6 alle 21:00 al Piccolo Teatro di Sant'Ilario d'Enza e Venerdì 7 nella Sala espositiva di Casalgrande alle 10:00 (ci sarà anche Angela Iantosca, eh!)

Qui tutto il programma!

mercoledì 29 marzo 2017

Quando la Questura investe in cultura...ci vediamo sabato ad Agrigento



“Sulla strada della legalità”, Caffè letterario della Polizia di Stato in collaborazione con l'associazione culturale "Emanuela Loi", ci vediamo Sabato 1 aprile ore 11:00 a San Leone, Viale delle Dune, 2.

L'evento si avvale dell’ organizzazione e del coordinamento prezioso di Angelo Leone e Enzo Alessi.

Intervengono il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio e don Luca Camilleri.

lunedì 20 marzo 2017

Politica e sogni, lettera da non so dove

“Perché nessuno seppe mai di quanto freddo essi ebbero”
Domani è primavera, ed è sempre stata la nostra festa. Ricordi: nella città cupa, eravamo soli. Sembravano invincibile, allora, i Cavalieri. Tu scrivevi poesie, io articoli di giornale. Per un giornale che non c’era più, ma resisteva  – in quegli anni – nella nostra povera stanza. Com’eravamo felici, eppure. La volta che tolsero la luce e canticchiammo Leporello al lume di candela. La volta che il padrone di casa – un momento prima di andare a letto – venne e portò via il letto che non era nostro, e noi due ci guardammo sorridendo.
No, era una casa ricchissima, invece. Ben tre feste di diciott’anni si tennero in quelle nostre due stanze. Alla terza, cascarono i calcinacci (s’era all’ultimo piano) sulle ragazze e sui ragazzi che ballavano, e ridemmo tutti.
Io ora vivo in questo paese strano, affollato da padroni e politici; si parla sempre di loro. Ma per una volta – lo vuoi? oggi è primavera – facciamoci un cerchio attorno, solo noi due coraggiosi, come allora. Siamo sempre gli stessi, e tu sei splendente. Noi non ci siamo arresi.
E’ tanto banale, vincere! Tecnicamente, noi abbiamo anche vinto. Non ci sono più i cavalieri. E quante parole di adesso, che ora vincono, vengono dalla nostra lotta di allora! Eppure, come questo è futile. Noi sapevamo una cosa: si può volare. Quanti ragazzi lo sanno ancora? Oramai non ci crede quasi più nessuno.

Fra poco – ma ancora un attimo – scriverò di altre cose. I grillini,Bersani, la Soluzione, e l’eterna democrazia zoppicante, l’eterno affidarsi a un capo. Neanche per scegliere fra mafia e antimafia puoi muoverti senza permesso del partito.E’ tanto banale, vincere! Tecnicamente, noi abbiamo anche vinto. Non ci sono più i cavalieri. E quante parole di adesso, che ora vincono, vengono dalla nostra lotta di allora! Eppure, come questo è futile. Noi sapevamo una cosa: si può volare. Quanti ragazzi lo sanno ancora? Oramai non ci crede quasi più nessuno.
Dovrei registrare tutto questo, comunicarlo a chi legge: è il mio mestiere. Ma oggi sono così vecchio, o così ragazzo, che scappo da tutto questo. Salgo di corsa i gradini del quarto piano, sorridendo ai due gatti e alla vecchietta del terzo, busso alla porta, suono. E dopo un istante i tuoi passi, e la tua voce. E fra un attimo entrerò a casa nostra, e ringhia la città tutt’intorno ma noi due siamo qui, e perciò è primavera.

mercoledì 8 marzo 2017

La giullarata antimafiosa di Giulio Cavall




Ripartendo dallo spettacolo “Nomi, cognomi e infami” (che ha girato l’Italia per ben 10 anni con oltre 500 repliche complessive) Giulio Cavalli smonta l’onorabilità mafiosa delle nuove leve raccontandone i vizi privati e smontandone l’onore. Ci sono i mafiosi surgelati che a Alcamo si incontrano nella cella frigorifera di un negozio di ortofrutta sperando di non essere ascoltati; i bambini di ‘ndrangheta che scrivono lettere in cui sognano di “diventare boss come papà”; c’è il camorrista che si traveste da donna per coprire la propria latitanza; i fratelli Marchese (Cosa Nostra) che pensano di uccidere i genitori dell’amata di uno dei due per aggirare la norma che impedisce a un uomo d’onore di sposare una donna con genitori separati (ma non orfana); c’è il padrino che autorizza una storia di corna per “liberare” uno dei suoi picciotti; c’è il patetico giuramento mafioso con cui si viene “combinati” e molto altro.
Ripercorrendo le operazioni antimafia degli ultimi anni “Mafie, maschere e cornuti” racconta la tragica comicità di una mafia che svelata non può fare così paura. Perché ridere di mafia è antiracket culturale. E le mafie, come tutte le cose terribilmente serie, meritano di essere derise. 

mercoledì 1 marzo 2017

Bullismo e Cyberbullismo, quanto lavoro ancora da fare


Promosso dal Lions Club di Ribera, presieduto da Giovann Tinaglia, e dal Kivanis Club di Sciacca, retto dalla presidente Antonella Buscemi, i soci, i docenti, gli alunni e diversi familiari dei ragazzi hanno partecipato lunedì 20 febbraio ad un incontro scolastico sul tema delicato del bullismo e del cyberbullismo nel corso del quale nel plesso scolastico di via Mosca dell’istituto comprensivo “Francesco Crispi”, don Fortunato Di Noto, parroco e presidente dell’associazione Mater Onlus,ha relazionato ampiamente delle iniziative contro la pedofilia e a tutela dell’infanzia e si è soffermato parecchio sull’uso odierno dei social network e su alcuni passaggi su bullismo e pornografia.
I lavori dell’incontro sono stati aperti dai saluti portati da Giovanni Tinaglia, presidente del Lions Club Ribera, da Anna Sparacino, presidente zona 27 del Lions Club 108 YB, e da Mariangela Croce, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Crispi” di Ribera che ha accolto l’invito delle istituzioni di service. Don Fortunato Di Noto si è soffermato e ha ammonito i giovani sull’uso che fanno oggi dei network, dei rischi che corrono e soprattutto sulla legalità e sicurezza dell’identità, dei dati personali e del diritto all’immagine, citando per l’occasione anche i messaggi lanciati da Papa Francesco.
Salvo Ognibene, scrittore, ha fatto riferimento all’importanza dei viaggi sui social network e alla ricerca dei punti di riferimento per evitare la confusione



"Bullismo e cyberbullismo, misure di prevenzione e di contrasto". Se ne è parlato sabato 25 febbraio a Ribera alla presenza di numerosi esperti durante un incontro promosso dal Kiwanis Club di Sciacca in collaborazione il Lions di Ribera e l'associazione onlus "Meter dalla parte dei bambini". I lavori si sono aperti con i saluti di Giovanni Tinaglia (presidente Lions Club di Ribera); di Antonella Buscemi (Kiwanis Club Sciacca Terme); Carmelo Pace (sindaco di Ribera); Filippo Di Giovanna, presidente dell'Ordine degli avvocati di Sciacca che ha patrocinato l'iniziativa.

Il sostituto procuratore della Repubblica Salvatore Vella si è soffermato invece sul "ruolo della scuola nel contrasto al bullismo e alle illegalità"; la giornalista Margherita Ingoglia ha affrontato il tema di Social network, rischi e possibilità” e il dottor Giuseppe Mauceri, delegato distrettuale del Lions per il miglioramento delle condizioni di vita dei giovani, ha parlato di “come migliorare le condizioni di vita dei giovani nell’era digitale. Gli “aspetti tecnologici e modelli educativi nel contrasto al cyber bullismo” sono stati approfonditi nella relazione dell'ingegnere Antonino D’Amico, specializzato in informatica forense. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al dott. Antonio Garufo (presidente IX circoscrizione Lions 108YB) e Vincenza Lo Monaco (luogotenente divisione Sicilia 7 Kiwanis). I lavori sono stati coordinati dall’avvocato e scrittore Salvo Ognibene (Tratto da Agrigentonotizie.it)
Salvo Ognibene, scrittore, ha fatto riferimento all’importanza dei viaggi sui social network e alla ricerca dei punti di riferimento per evitare la confusione (Tratto da Ripost.it)

Hanno relazionato su "bullismo e cyberbullismo nella preadolescenza tra gruppo, scuola e territorio insieme per un intervento preventivo" le dirigenti scolastiche Mariangela Croce e Giovanna Pisano. Presente anche Margherita La Rocca Ruvolo, in qualità di psicoterapeuta, si è soffermata nella sua relazione sui sintomi del bullismo psicologico. Di “strategie e sinergie nel contrasto al bullismo” ha parlato il dottor Elio Garrozzo, responsabile Kiwanis Italia-San Marino per il Service sul Cyberbullismo.


mercoledì 22 febbraio 2017

"Il primo martire di mafia" anche in E-book!

In attesa della terza ristampa (che si spera arriverà a breve) ecco qui il volume anche in formato elettronico.
E a me e Rosaria, non resta che ringraziarvi per l'affetto e l'attenzione mostrata.

Ci vediamo in giro per l'Italia ( qui i prossimi appuntamenti)


mercoledì 8 febbraio 2017

Il clan Rizzuto tra fiction e realtà. E il libro del prof. Nicaso diventa una serie tv (in Canada)


Il clan Rizzuto tra fiction e realtà. Mentre parte una nuova serie tv sul clan italo-canadese originario di Cattolica Eraclea, il senatore Beppe Lumia, componente della commissione parlamentare antimafia, presenta un'interrogazione al governo di «impedire il possibile ritorno dei Rizzuto nell'Agrigentino».

La Rogers Media ha annunciato giovedì scorso la conclusione delle riprese della serie tv sul clan Rizzuto girata a Montreal. "Bad Blood? The Vito Rizzuto Story" è il titolo della serie, divisa in sei parti, che sarà trasmessa in autunno in versione inglese su City and FX e in francese su RadioCanada. La fiction - prodotta da New Metric Media e Sphere Media and DHX Media - si basa sul libro "Business or Blood: Mafia Boss Vito Rizzuto’s Last War" di Antonio Nicaso e Peter Edwards.
"Sangue cattivo? La storia di Vito Rizzuto", racconta la storia del padrino originario di Cattolica Eraclea che era riuscito a creare una holding internazionale del crimine ramificata in mezzo mondo, capace di infiltrarsi in Italia, secondo la Dia, nella prima gara per il ponte sullo Stretto di Messina e di riciclare 600 milioni di dollari attraverso la Made in Italy Spa con sede di fronte a Palazzo Chigi. (Tratto dal GDS)

mercoledì 1 febbraio 2017

Febbraio: ci vediamo in giro per l'Italia?

Tante, tantissime presentazioni in giro per l'Italia insieme a Rosaria Cascio per il nostro libro. Abbiamo iniziato l'anno nella mia Menfi con una compagnia che è un augurio per il futuro e per la bellezza di questo paese


Qui i prossimi appuntamenti:
4 Febbraio, Sciacca  (I.I.S.S. "Don Michele Arena")
16 Febbraio, Pisa (Colazione al Colombre )
17 Febbraio, San Martino in Rio (Reggio Emilia)
20 Febbraio, Ribera (Istituto F. Crispi) e Sciacca (Liceo Classico T.Fazzello)
21 Febbraio, Castelvetrano (Liceo Scientifico M. Cipolla. Torno nel Liceo dove ho studiato con una compagnia invidiabile. E se non è gioia questa cos'è?)
25 Febbraio, Ribera (sala del Consiglio Comunale)

mercoledì 25 gennaio 2017

Gli uomini d’oro di Biancaneve (ultimo sequestro di due miliardi di euro)

Dietro questo enorme traffico di droga c’erano le famiglie di ‘ndrangheta del comprensorio di Vibo Valentia, un autentico feudo della criminalità organizzata calabrese, «Famiglie di elite della ‘ndrangheta» spiega il Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri che ha coordinato le indagini del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro. Consorterie «che ormai – ha spiegato Gratteri – non hanno nulla da invidiare alle famiglie della piana di Gioia Tauro» dal punto di vista della forza criminale. Qui l'articolo completo di Giuseppe Legato

E qui il suo documentario sui broker della cocaina

Un documentario sulle rotte della cocoaina che cerca di tracciare alcuni tra i più pericolosi profili del business del secolo. Dagli anni Novanta ad oggi, passando per Reggio Calabria, Platì, Torino, Bogotà, Milano. Che cerca di raccontare chi sono e quanti sono gli uomini d’oro della cocaina legati ai cartelli calabresi che ogni anno contribuiscono ad alimentare il corrispondente di una manovra finanziaria.

mercoledì 18 gennaio 2017

Alessandra Dino racconta “l’aiutante boia di Brancaccio”.



A colloquio con Gaspare Spatuzza. Un racconto di vita, una storia di stragi”, edito da Il Mulino, è l’ultimo lavoro della sociologa palermitana Alessandra Dino, esperta di criminalità organizzata che insegna Sociologia giuridica e della devianza all’Università degli Studi di Palermo.
Gaspare Spatuzza, “l’aiutante boia di Brancaccio”, uomo di fiducia dei Graviano, condannato all’ergastolo con sentenza definitiva per l’omicidio del beato padre Pino Puglisi. Spatuzza, lo stesso che dopo l’inizio della collaborazione con la giustizia è riuscito a ribaltare tre importanti processi e che oggi parla sì da dietro le gabbie ma da uomo libero, sotto la guida di una fede trovata dentro le sbarre.
Un incredibile lavoro quello della Prof.ssa Dino che è riuscita ad incontrare Spatuzza, e a riportare parte del loro dialogo in un libro che, offre un percorso guidato nella vita del collaboratore di giustizia seguito da argute analisi e lungimiranti riflessioni.  
Un libro utile per capire. Un libro che ci mostra, con la giusta lente d’ingrandimento, le fragilità e le verità di un uomo che da dodicenne affiliato alla mafia di Brancaccio si è ritrovato, dopo un travagliato e importante percorso, ad ammirare la “libertà” del carcere. A vivere una vita fatta di scelte e di rinunce ma anche di nuovi interessi e delicate riscoperte.

Particolare importanza rivestono le pagine dedicate alla sua conversione, dopo l’arresto avvenuto nel 1997, l’avvicinamento agli studi teologi e quelle del rapporto con tre prelati che lo hanno accompagnato in questo percorso del tutto particolare quanto insolito.
Tante le affermazioni di Gaspare Spatuzza su cui riflettere. Una su tutte: “Prima ero cristiano, a cosa vuol dire essere cristiano…non me lo chiedevo neanche. Ma mi sentivo cristiano . Oggi mi rendo conto che è una pura bestemmia dichiararsi cristiano e praticare azioni di sopraffazione contro il tuo prossimo , per non parlare di quello  che si definisce il peccato più grande: mettere fine alla vita di un essere umano”. Ecco, è proprio questo il senso di quelle parole che la Chiesa ha tardato nel pronunciare e le analisi condotte in questo libro, possono essere decisive se utilizzate all’interno di uno studio e di una riflessione ben più ampia che vede oggi la chiesa contrapposta alle organizzazioni criminali.

A.DINO, “A colloquio con Gaspare Spatuzza

€ 20,00, e-book € 14,99, qui

mercoledì 11 gennaio 2017

De andrè nelle parole di don Gallo

 Caro Faber,
da tanti anni canto con te, per dare voce agli ultimi, ai vinti, ai fragili, ai perdenti. Canto con te e con tanti ragazzi in Comunità.
Quanti «Geordie» o «Michè», «Marinella» o «Bocca di Rosa» vivono accanto a me, nella mia città di mare che è anche la tua. Anch’io ogni giorno, come prete, «verso il vino e spezzo il pane per chi ha sete e fame». Tu, Faber, mi hai insegnato a distribuirlo, non solo tra le mura del Tempio, ma per le strade, nei vicoli più oscuri, nell’esclusione.
E ho scoperto con te, camminando in via del Campo, che «dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior».
La tua morte ci ha migliorati, Faber, come sa fare l’intelligenza.
Abbiamo riscoperto tutta la tua «antologia dell’amore», una profonda inquietudine dello spirito che coincide con l’aspirazione alla libertà.
E soprattutto, il tuo ricordo, le tue canzoni, ci stimolano ad andare avanti.
Caro Faber, tu non ci sei più ma restano gli emarginati, i pregiudizi, i diversi, restano l’ignoranza, l’arroganza, il potere, l’indifferenza.
La Comunità di san Benedetto ha aperto una porta in città. Nel 1971, mentre ascoltavamo il tuo album, Tutti morimmo a stento, in Comunità bussavano tanti personaggi derelitti e abbandonati: impiccati, migranti, tossicomani, suicidi, adolescenti traviate, bimbi impazziti per l’esplosione atomica.
Il tuo album ci lasciò una traccia indelebile. In quel tuo racconto crudo e dolente (che era ed è la nostra vita quotidiana) abbiamo intravisto una tenue parola di speranza, perché, come dicevi nella canzone, alla solitudine può seguire l’amore, come a ogni inverno segue la primavera [«Ma tu che vai, ma tu rimani / anche la neve morirà domani / l’amore ancora ci passerà vicino / nella stagione del biancospino», da L’amore, ndr].
È vero, Faber, di loro, degli esclusi, dei loro «occhi troppo belli», la mia Comunità si sente parte. Loro sanno essere i nostri occhi belli.
Caro Faber, grazie!
Ti abbiamo lasciato cantando Storia di un impiegato, Canzone di Maggio. Ci sembrano troppo attuali. Ti sentiamo oggi così vicino, così stretto a noi. Grazie.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.




Caro Faber, parli all'uomo, amando l’uomo. Stringi la mano al cuore e svegli il dubbio che Dio esista.
Grazie.
Le ragazze e i ragazzi con don Andrea Gallo,
prete da marciapiede.

mercoledì 4 gennaio 2017

Accursio




Accursio Miraglia, segretario della Camera del lavoro di Sciacca, viene ucciso il 4 gennaio 1947, da uomini della mafia davanti alla porta della sua abitazione. Il sindacalista entra nel mirino del braccio armato dei grandi latifondisti per le sue battaglie per l’assegnazione a cooperative di contadini delle terre incolte da scorporare dalle grandi proprietà terriere. Diceva:
"Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio"