"La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico.
La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare".
Piero Calamandrei

mercoledì 29 febbraio 2012

No alle bombe, si al sociale


Approvato ieri in Consiglio di Quartiere San Vitale un O. d. G. volto all’azzeramento delle spese militari previste dal Governo per l’acquisto di 90 cacciabombardieri F-35. Presentato e discusso dal Consigliere Antonello De Oto (Idv) è stato approvato con 11 voti favorevoli ( Idv, Sel, Pd, m5stelle) e 4 astenuti (PDL).
In un momento di crisi è impensabile spendere un cifra così elevata per l’acquisto degli F-35, in contrasto con l’art. 11 della nostra Costituzione, una quantità di armamenti che supera di gran lunga le reali esigenze di difesa interna.
Il quartiere San Vitale impegna, quindi, la Giunta ed il Presidente di Quartiere a farsi garanti nelle opportune sedi istituzionali  esprimendo la propria contrarietà per l’acquisto degli F-35.
Dopo il disastroso dicastero dell’ex Ministro Gelmini ed i relativi tagli alla Cultura ed all’Università sarebbe di vitale importanza la riduzione se non l’azzeramento delle spese militari e la destinazione dei fondi per il diritto allo studio, ridotti drasticamente negli ultimi anni non permettendo più a diversi studenti di proseguire il proprio percorso accademico. Se non ora quando?

mercoledì 22 febbraio 2012

Bologna del riciclo


Da "I Siciliani giovani" febbraio 2012

“Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia... A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno... La linea della palma... Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato... E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già, oltre Roma... “.  
Così scriveva Leonardo Sciascia durante il 1961 nel "Il giorno della civetta". 

A Bologna non si spara ma si ricicla tanto anche se per molti, ancora, la mafia è un problema degli altri. Niente “coppola e lupara” ma tanti soldi, una barca di soldi da “pulire” e da investire.
Pochi ne parlano, ma la mafia qui è arrivata ormai da cinquant’anni, con la legge sul soggiorno obbligato.
Giusto nelle settimane scorse il presidente di Confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri, aveva parlato di una situazione regionale assolutamente sotto controllo e “sana”. "Non abbiamo di questi problemi. Le infiltrazioni mafiose o il pericolo mafia non sono all'ordine del giorno. E non ci sono mai state, finora, perché non abbiamo mai avuto di questi problemi".
La verità è che le attività svolte dalle mafie a Bologna sono le stesse di quelle svolte a Palermo, Napoli o Reggio Calabria. Attività evolute nel tempo, adattate alla realtà sociale, fonte di ingenti guadagni. Dal traffico di armi alla droga, gli appalti, le bische, il giro della prostituzione, il “pizzo” che qui a Bologna si chiama “imposizione dei propri prodotti”. E vogliamo parlare del fenomeno dei “compro oro”, proliferati come i funghi? Sono più di quaranta. Abbiamo assistito alla chiusura di ristoranti e pizzerie, di negozi in pieno centro, addirittura nella scorsa primavera sono stati messi i sigilli antimafia alla famosa pizzeria “Regina Margherita”, sottoposta a sequestro preventivo su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Ventidue tra aziende e beni immobili confiscati, latitanti arrestati, ‘ndranghetisti, casalesi, Cosa nostra e mafie straniere. Ma a Bologna si parla ancora di “infiltrazione” e non di radicamento.

In questo quadro generale il Comune lavora ad un osservatorio per la legalità e ci si appresta all’apertura di una sezione della Direzione Investigativa Antimafia. Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario il Pg di Bologna Ledonne ha lanciato l’allarme: “La criminalità organizzata in Emilia Romagna continua a far affari e vive una delle situazioni ideali: la pax mafiosa”.

sabato 18 febbraio 2012

Bun cumpleannu Faber


Fabrizio De Andrè nasceva a Genova Pegli, in Via De Nicolai, il 18 febbraio 1940.
La leggenda narra che il giradischi di casa sua suonasse il ''Valzer Campestre'' di Gino Marinuzzi, ripreso anni dopo dallo stesso “Bicio” con “Valzer per un amore”.
“Vola il tempo lo sai che vola e va,
forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età,
siamo noi che ce ne andiamo
e per questo ti dico amore, amor
io t'attenderò ogni sera,
ma tu vieni non aspettare ancor,
vieni adesso finché è primavera”.

Oggi avrebbe compiuto 72 anni quel  “pettirosso da combattimento”.
Già me lo immagino con quella Marlboro tra le dita a sfuocare la sua precoce malinconia.
A chiedersi oggi come allora “dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione" e rispondersi sempre allo stesso modo nonostante gli anni.
Ad incazzarsi e a fottersi dalle risate in queste strane giornate, magari burlarsi di questa  62° edizione di Sanremo con i compagni della cattiva strada sorseggiando un bel whisky.
A scegliere ancora quelle parole con la sua maniacale cura in via d’estinzione
A cantare con la sua voce attenta sempre chi resta un pò più indietro.
Bun cumpleannu Faber.

sabato 11 febbraio 2012

Legge elettorale: dolcetto o scherzetto?

Dopo le dichiarazioni di Berlusconi si è ripreso a parlare in questi giorni di riforma della legge elettorale.
Accordi trasversali, porcellum, mattarellum, proporzionale, maggioritario, modello ispano-tedesco, modello ungherese. Di tutto e di più.
Pare che obiettivo primario in Parlamento sia quello di far fuori tutti i partiti tranne i due principali, Pd e Pdl, per precipitarsi in una sorta di buco nero: ne risulterebbe infatti un bipartitismo con due forze, la cui somma non supererebbe il 50 per cento dei voti.

Senza entrare nel merito “tecnico” della questione è comunque possibile porre qualche prerogativa, anche se, preme dirlo, il ritorno al “Mattarellum”, magari rivisto in alcuni punti critici, non dispiacerebbe affatto.
Prima di parlare di legge elettorale bisognerebbe puntualizzare diversi requisiti, fondamentali a priori per cambiarla.
Iniziamo a tener conto della grande quantità di firme raccolte:1.210.406 intotale.
Questo vuol dire ridare la parola ai cittadini reintroducendo le preferenze e magari tenere come base il “Mattarellum”.
E non è tutto. In questo particolare momento di crisi dei partiti, porre i condannati fuori dal Parlamento e se candidati dichiararli ineleggibili dovrebbe essere scontato, ovviamente escludendo i reati di opinione e qualche altra fattispecie giuridica di simile entità.
E’ inaccettabile che in Parlamento oggi siedano mafiosi, corruttori ed autori di reati controla Pubblica Amministrazione, la stessa che vanno poi a rappresentare.
Da non tralasciare che i rinviati a giudizio, fino a sentenza, non dovrebbero assumere incarichi di governo locale o centrale.

L’esperienza del 12-13 giugno ha fatto riscoprire ai migliaia di cittadini (studenti e lavoratori) fuori sede l’importanza del diritto di voto, i quali pur di garantirsi la possibilità di votare, non potendo tornare nel loro paese di residenza, si sono precipitati in massa presso le sedi dei Comitati promotori per indossare i panni di “rappresentanti di lista”.
In ragione di quanto accaduto, sarebbe fondamentale garantire loro, siano essi studenti, lavoratori o semplicemente cittadini che si trovino al di fuori della propria regione, per vari motivi, nei giorni delle elezioni.
C’è già un DDL (vedi) in tal senso a firma del Sen. Pardi che ho contribuito ad elaborare insieme al Comitato “IOVOTOFUORISEDE” ed a Marco Vinciguerra.
Ad ogni modo se tutto ciò non fosse possibile da attuarsi, i partiti (non tutti di certo ma mi appello a quei partiti che si identificano nello schieramento di centro-sinistra), se meritevoli e credibili, potrebbero sempre adottare un  Codice etico (ce chi lo fa già), e rispettarlo per distinguersi.

Chiedere di introdurre delle clausole per eliminare il “controllo del voto” sul territorio: basterebbe conteggiare le schede elettorali in un unico seggio per ogni quartiere nelle grandi città o mancando le circoscrizioni in unico seggio del paese stesso per poi pubblicizzare in toto i voti.
Introdurre una clausola di incompatibilità tra attività elettiva di primo livello (Parlamento Italiano, Europeo e Consiglio Regionale) e qualsiasi altra attività.
Tutto questo, sarebbe davvero chiedere troppo?

mercoledì 8 febbraio 2012

mercoledì 1 febbraio 2012

Mafie ed Antimafia

"Parlate della mafia. Parlatenealla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene".
 Paolo Borsellino



Programma completo dell'insegnamento "Mafie ed Antimafia" tenuto dalla 
Prof.ssa Stefania Pellegrini dell'Università di Bologna.
Le lezioni si svolgeranno a Bologna nella Facoltà di Giurisprudenza in via Zamboni 22 a partire dal 1 Marzo. 

I Parte

Giovedì 1 marzo 17-19; Venerdì 2 marzo 15-18;
Lezione Prof.ssa S. Pellegrini Lezione Prof.ssa S. Pellegrini

Giovedì 8 marzo 17-19; Venerdì 9 marzo 15-18;
Lezione Prof.ssa S. Pellegrini Lezione Prof.ssa S. Pellegrini

Giovedì 15 marzo 17-19; Venerdì 16 marzo 15-18;
Lezione Prof.ssa S. Pellegrini Lezione Prof.ssa S. Pellegrini

Giovedì 22 marzo 17-19; Venerdì 23 marzo 15-18.
Lezione Prof.ssa S. Pellegrini Lezione Prof.ssa S. Pellegrini


II Parte

Giovedì 29 marzo 17-19
Antimafia sociale
DON LUIGI CIOTTI
(Presidente Associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie)

Venerdì 30 marzo 15-18
Cosa Nostra
PIERO LUIGI VIGNA
(Procuratore Generale Onorario della Corte di Cassazione, già Procuratore Nazionale Antimafia)

Giovedì 12 aprile 17-19
La Camorra
MARCELLO RAVVEDUTO
(Ricercatore di Storia contemporanea presso l'Università di Salerno)

Venerdì 13 aprile 15-18
La ‘Ndrangheta
NICOLA GRATTERI
(Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria)

Giovedì 19 aprile 17-19
La Sacra Corona Unita
CATALDO MOTTA 
(Procuratore Capo della Repubblica di Lecce, coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia)

Venerdì 20 aprile 15-18
Il regime del 41 bis
SEBASTIANO ARDITA
(Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, già Direttore Ufficio Centrale Detenuti e Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria)

Giovedì 26 aprile 17-19
Chiesa e mafia
ISAIA SALES
(Scrittore, Docente di Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d'Italia presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli)

Giovedì 3 maggio 17-19
Mafia e informazione
CARLO LUCARELLI
(Scrittore di letteratura noir, autore di documentari)

Venerdì 4 maggio 15-18
Il racket ed il controllo del territorio
TANO GRASSO
(Fondatore e Presidente onorario FAI - Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane, già Consulente antiracket e antiusura Regione Campania)

Giovedì 10 maggio 17-19
Le mafie al nord
NANDO DALLA CHIESA
(Docente di Sociologia della Criminalità organizzata, Università degli Studi di Milano)

Venerdì 11 maggio 15-18
L’aggressione ai patrimoni mafiosi: la confisca dei beni
ANTONIO MARUCCIA
(Sostituto Procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, già Commissario Straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alla mafia)