"La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico.
La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare".
Piero Calamandrei

mercoledì 28 settembre 2011

Legalizzare la mafia si può: ok dalla Camera.



Lunardì l’aveva detto : “bisogna convivere con la mafia”.
Felici quelli che dicono di averlo duro, finalmente dopo tanti lunghi e faticosi anni, dopo tanta antimafia, dopo tanti contraddittori, accuse, denunce, hanno capito.
E’ più facile stare con i mafiosi che con chi li contrasta.
E’ una questione di numeri, come la politica, tutto qui.
Niente moralismi, niente di strano, cose che accadono solo nel belpaese, cose di Cosa nostra insomma.
Dicevo, i numeri: in politica contano quelli.
Si punta su un cavallo, sperando che sia quello giusto.
La fortuna è dei principianti si sà, così dopo aver indovinato il cavallo giusto (il mafioso di Arcore), un cavallo di razza mica uno qualsiasi, puntano su un cavallo da quattro soldi.
Lui però è solo indagato, niente leggi ad personam, accusato da pentiti da 4 soldi (quaquaraquà come li chiamano in Sicilia) qualche giudice terrorista, comunista, terrone, sostiene che abbia rapporti di continuità con Miceli, Siino, Guttadauro e l’amico di sempre Puffaro.
Lui è l’unico ministro al mondo indagato per mafia, mica male però. Direte ma è solo indagato, non l’hanno ancora condannato.
Certo, questo governo in casa ha di meglio: Dell’Utri (non ha bisogno di presentazioni), Vizzini (accusato di corruzione aggravata per aver favorito l'associazione mafiosa proprio mentre era membro della commissione parlamentare antimafia e forse prossimo candidato a Palazzo delle Aquile a Palermo), Antonio Battaglia (avvocato di Leoluca Bagarella), Nitto Palma (Ministro della Giustizia accusato da Nino Giuffrè, “l’ultimo dei pentiti”, di essere in contatto con Cosa nostra), lo stesso maschio Angiolino (vorrebbe fare il partito degli onesti, oggi è solo la prima tappa), Massimo Maria Berruti, Antonio D’Alì e mi fermo qui.
In tutto ciò la camorra è presente capitanata da Cosentino, e la ’ndrangheta?
Aveva Di Girolamo ma non si è sentito in grado di rappresentarla ed è andato in carcere, da solo. Discriminarla non è corretto, sbrighiamoci a portarla a mafiacitorio dopo averla portata al nord.

venerdì 23 settembre 2011

Ciò che non si racconta non è mai accaduto.





Mercoledì 20 settembre, sede del Ministero dello Sviluppo Economico, alcune decine di lavoratori della Irisbus di Avellino manifestano a Roma mentre una delegazione aziendale ha in programma un incontro con il Ministro Romani. Il tutto mentre gli operai non prendono lo stipendio da 3 mesi, Bossi invoca la secessione, Gaetano Ferrieri è in sciopero della fame davanti a Montecitorio da più di 100 giorni, Standard & Poor's declassa l’Italia da A+ ad A, lo spread torna sopra quota 400, il discredito internazionale che copre l'Italia di ridicolo cresce sempre di più, Lampedusa vive una guerriglia urbana tra immigrati e abitanti, il voto sull'arresto di Marco Milanese incombe.
Per non parlare di quel Presidente del Consiglio che ci governa quando non è impegnato a risolvere questioni e piaceri personali. Per non parlare di quel Parlamento ridotto ad occuparsi, si fa per dire, di questioni giudiziarie (ma è diventata un aula di Tribunale senza contraddittorio o ci siamo persi qualcosa?) .
La calma e l’ordine regnano fino a quando i lavoratori decidono di muoversi verso piazza Montecitorio. Vengono bloccati da agenti in tenuta antisommossa. Ordine del questore di Roma, dicono.
Motivazione: trattenuti in quanto davanti a Montecitorio ci sono in corso altre proteste.
Insieme agli operai c’è l’ONOREVOLE Francesco Barbato dell’Italia dei Valori.
Il resto è nel video (clicca qui per guardarlo), ad ognuno le proprie considerazioni.
Prima licenziano, poi impediscono di manifestare, poi di smettere di manifestare, il tutto nel silenzio generale. Assurdo.

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare”.

Bertolt Brecht

martedì 20 settembre 2011

Anch’io ci metto la firma.



Il luogo dove il 9 maggio 1978 Peppino fu ammazzato, in località Feudi, a pochi chilometri da Cinisi, è ridotto in condizioni pietose, mancano i soldi, almeno così dicono gli amministratori, per realizzare la struttura prevista, e potrebbe addirittura essere cancellato il ricordo di quella tragica notte.
Quel luogo è diventato meta di pellegrinaggio di centinaia e centinaia di persone che si recano lì per onorare la memoria di chi è morto per difendere la legalità contro la mafia.
Giovanni Impastato, il fratello di Peppino, denuncia: “Provo rabbia nel vedere questo luogo dimenticato dallo Stato e oltraggiato da chi considera ancora mio fratello come un personaggio scomodo” e lancia un appello: “Salviamo il casolare e tutto ciò che qui attorno conserva l’ultimo respiro di Peppino”.
Giulio Cavalli ha raccolto l’appello ed ha preparato una sottoscrizione per inviare una mail al Sindaco di Cinisi Salvatore Palazzolo.
Io ci metto la mia firma (firmatario 2001) sperando che voi ci mettiate la vostra. Peppino non ti lasciamo solo.


lunedì 19 settembre 2011

L’Italia dei Valori porta la legalità nelle scuole.



Il Consiglio di Circoscrizione San Vitale del Comune di Bologna ha approvato, giovedì 15 settembre, all’unanimità,  l’O. d. g. n. 16 sulle misure relative alla promozione e diffusione della cultura, della legalità e della cittadinanza responsabile fra i giovani.
Presentato e discusso dal Consigliere dell’Italia dei Valori Antonello De Oto e co-firmato dal Consigliere del PD Luigi Tosiani, l’O.d.g. è stato approvato nel giorno del 18° anniversario della morte di Don Pino Puglisi. 
Un segnale positivo che mira ad attivare gli anticorpi del buon vivere civile nel rispetto di una società che avvicini i cittadini a queste tematiche sociali, sensibilizzando studenti e cittadini ad un tema tanto delicato e poco discusso.
Il Consigliere De Oto, nonché Coordinatore del tavolo tematico sulla legalità, afferma che “l’Italia dei Valori ha fatto della legalità un punto cardine della propria politica e della propria esistenza, ancora una volta l’impegno all’interno delle istituzioni viene mantenuto con azioni concrete volte a sensibilizzare ed impegnare direttamente i cittadini.”
Verranno coinvolti nel progetto il Consiglio di Quartiere delle ragazze e dei ragazzi, realizzando così un opera coordinata di radicamento nelle scuole  e di coinvolgimento delle giovani e giovanissime generazioni.
Tra gli obiettivi preposti vi è quello di promuovere eventi culturali favorendo lo scambio di conoscenze e informazioni sui fenomeni criminosi e sulla loro incidenza sul territorio.
L’O.d.g. approvato è volto ad incentivare la promozione della legalità sin dalle scuole primarie istituendo anche un bando di concorso che preveda la redazione di elaborati scritti o di disegni sul tema “Il Mio Quartiere contro le mafie”.
Dopo l’approvazione della legge regionale del maggio 2011 diretta a contrastare le infiltrazioni mafiose un altro atto che dimostra le attenzione delle istituzioni e dell’Italia dei Valori, in particolare, nella lotta alla criminalità organizzata.
Un importante traguardo quello raggiunto dal Consiglio di Circoscrizione San Vitale a testimonianza del fatto, che, almeno in questa circostanza, la legalità non ha colore politico anche se a Roma, purtroppo, governo e maggioranza la pensano diversamente. 

giovedì 15 settembre 2011

Perché Verdi Pascoli?



Verdi Pascoli nasce dall' esigenza di avere uno spazio libero su cui scrivere, senza censura.
Il nome ovviamente non è casuale e prende spunto dalle danze rituali che i Nativi americani dedicavano al sogno di una futura liberazione.
Un popolo schiacciato dalle maggioranze, protetto ed allo stesso tempo incarcerato nelle riserve, in lotta per la sopravvivenza. Sopravvivenza fisica, morale, storica, culturale e dello spirito.
Verdi Pascoli rappresenta quella speranza di un futuro migliore, diverso, libero.
Credo sia corretto spendere due parole sulla mia persona, giusto per non essere il solito “blogger” anonimo.
Sono nato a Livorno e cresciuto a Menfi, in Sicilia.
Una terra che non ha mai conosciuto mezze misure, “bellissima e disgraziata” come l’ha definita qualcuno certamente più competente di me.
Le ingiustizie moleste che ogni giorno violentano il senso del benessere civico hanno creato dentro di me un forte rigetto per ogni ipocrisia morale, per l’oppressione denigrante che prova chi non mangia la fetta di torta del potere e vive, purtroppo, nell’immondizia che spregiudicate mentalità affaristiche e governi corrotti ci stanno tramandando.
L’indifferenza nei volti della gente, dentro di me si è trasformata in rabbia e voglia di fare qualcosa.
Dall’estate del 2008 vivo a Bologna, sto studiando presso la Facoltà di Giurisprudenza.
Questa città mi ha donato un terreno fertile da cui far partire i miei sogni e vederli finalmente germogliare, non facendoli marcire in un cassetto. Da qui la candidatura e l’elezione a Consigliere Della Facoltà di Giurisprudenza e del Dipartimento di Scienze Giuridiche "A. Cicu" dell’Alma Mater Studiorum.
Alle Ammnistrative 2011 sono stato candidato al Consiglio Comunale di Bologna con l’Italia Dei Valori ottenendo un buon risultato.
Da anni sono impegnato per la promozione della legalità e della cultura antimafia.
Penso che la politica debba essere fatta con le "mani pulite" e non basta non commettere reati per essere buoni politici e amministratori.
Concludo ringraziando tutti coloro che perderanno qualche minuto del loro tempo per leggere il mio blog.

Salvo Ognibene