Dopo la presentazione a Sambuca di Sicilia i primi di gennaio, riprende il mio "tour" in giro per l'Italia a distanza di un anno (vedi qui) dalla pubblicazione de "L'eucaristia mafiosa - La voce dei preti".
19 GENNAIO, REGGIO EMILIA
Sarò insieme a don Giacomo Panizza a Barco di Bibbiano ore 20:30 Correggio (Einaudi) ore 11:30
21 GENNAIO, REGGIO EMILIA
Negli stessi giorni sarò, insieme a don Giuseppe Livatino, anche a: Correggio il 20 gennaio alle 20:30 Sant'Ilario il 21 gennaio alle 20:30
Polo Pastorale Reggio Emilia il 22 gennaio alle 20:30
"Una missione tra fede e diritto"
Rosario Livatino "martire della giustizia e indirettamente della fede"
24 GENNAIO, PARMA
Libreria Ubik, via Via Oberdan 4/C interverrà Giuseppe Mugnano, collaboratore di DIECI e VENTICINQUE
27 GENNAIO, BOLOGNA
29 GENNAIO, BRESCIA CGIL ore 18
interverranno:
Emma Cotelli, psicologa, S.A.O
don Fabio Corazzina, parroco di santa Maria in Silva
Moderatore: Antonino Giorgi, S.A.O
Concluderà l’iniziativa Oriella Savoldi, segretaria della Camera del Lavoro
2 FEBBRAIO, LIVORNO ore 18
3 FEBBRAIO, PISA ore 21:15
5 FEBBRAIO, BOLOGNA Venerdì 5 febbraio alle 18:00 presso il Circolo PD Galvani, presentazione dei libri: “L’eucaristia mafiosa – La voce dei preti” di Salvo Ognibene e “Mio padre in una scatola da scarpe” di Giulio Cavalli.
Maggiori informazioni, come sempre, le trovate qui
DIALOGANDO CON PADRE GIUSEPPE LIVATINO SU MAFIA, CHIESA E MARTIRI DELLA GIUSTIZIA Un’intervista sulla chiesa che ha beatificato un prete, come don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia. Oppure Romero, recentemente elevato all’onore degli altari . E che s’interroga sui martiri, e su quello che un giudice beato come Rosario Livatino potrebbe rappresentare. CON GIOVANNI PANETTIERE SI DISCUTE DI CHIESA E DEL SUO LIBRO Il libro con la prefazione di Guido Mocellin, affronta diversi temi. Dalle sfida della Chiesa alla realtà che circonda Bregantini. Dalla storia personale a quella che l’ha portata ad essere arcivescovi di Campobasso.
UNA CHIACCHIERATA CON MAURIZIO ARTALE AL CENTRO DI ACCOGLIENZA PADRE NOSTRO Ho incontrato Maurizio Artale al Centro di Accoglienza Padre Nostro qualche giorno dopo il 22° anniversario dalla morte del Beato Giuseppe Puglisi e la consegna della Medaglia d’oro al Valor Civile, ritirata dai fratelli del parroco di Brancaccio, Francesco e Gaetano, accompagnati proprio da Maurizio Artale.
“ ...pensavo: è bello che dove finiscono le
mie dita
debba in qualche modo incominciare
una chitarra”.
Scriveva
Fabrizio De Andrè. In
questi giorni ricorre l'ennesimo anniversario da quando la vita ci ha voluto
privare della musica e della poesia dell’autore de “La buona novella”. Devo
dire che è un po’ la prima cosa che ho pensato dopo aver ascoltato l’ultimo
disco di Alessandro Sipolo. Una voce
degli ultimi. Un compagno di “strada” con molta realtà e una deandreaiana
utopia che mi ha ricordato, nei limiti della verità, quel “pettirosso da
combattimento” del cantautore genovese.
Sipolo
l’ho conosciuto a Brescia durante la presentazione del mio libro lo scorso
maggio. Ricordo che qualche buon amico in comune me ne aveva parlato e in
questi giorni ho avuto la fortuna di ascoltare il suo secondo disco: “Eresie”.
Disco che segue a “Eppur bisogna andare”.
Classe
‘86, lavora per il Servizio di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati ed è collaboratore
dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di
Milano, fondato e diretto da Nando dalla Chiesa, temi a lui cari che ricorrono
nel disco. E la musica si sa, è il miglior mezzo per veicolare la verità.
Un
disco che è una scelta, come il suo titolo. “Eresie” è un inno alla
libertà, una rivendicazione alle scelte sacrosante che ognuno di noi fa e
potrebbe fare senza essere derisi, come capita di assistere, da quella brutta
parte di certi poteri politici ed ecclesiastici che rispecchiano una società
falsa e bigotta, lontana dalle verità e dalla solidarietà tanto annunciata.
Al
disco hanno partecipato diversi musicisti del panorama italiano: Ellade
Bandini, Alessandro “Finaz” Finazzo (Bandabardò), Alessandro “Asso”
Stefana e Max Gabanizza” ed è stato prodotto, come il primo, da
Giorgio Cordini, storico chitarrista di Fabrizio De André.
Diversi
i generi musicali presenti con il suo rock a far da sottofondo e che si alterna
alla rumba e al country in un crogiolo di suoni, parole e musica. Undici tracce
che alternano la poesia alla denuncia sociale.
Da
segnalare “Tra respirare e vivere”
dedicata a Piergiorgio Welby, Eluana
Englaro e suo padre Beppino, insieme al singolo “Le mani sulla città” sulla presenza delle mafie al nord e che
riprende il famoso titolo del film di FrancescoRosi, oltre alle bellissime “Alla sera” e “Denoda ”.
Si lo so. E’ la prima volta che uso il mio blog per lasciar
spazio ai miei pensieri.
In realtà è già capitato. Mi capita spesso in certi giorni
dell’anno. In quelli segnati sul calendario che strappano un sorriso e una
lacrima. E capita quando penso alla bellezza della mia laurea (qui), a Bologna
e alla Sicilia. A tutto quello che non ci siamo detti e che l’anno nuovo
porterà senza chiederlo. Ad Andrea che ci ha lasciato in questi giorni dopo aver lottato con umiltà e in silenzio per dodici anni. Ci lascia la consapevolezza di quanto si possa fare in una vita, seppur breve come la sua, e cosa voglia dire Politica, sicuro che continuerà a raccontare barzellette e della Valpisella lassù.
L'augurio è sempre lo stesso, sperando che il nuovo anno sia migliore di quelli passati (che proprio male per me non sono stati, anzi).
Buon 2016, e che sia una buona annata
Lo affronteremo come ogni anno, a muso duro. Ed è bello così.