Si torna
indietro nel tempo al museo del giocattolo di Sciacca dove attraverso un
viaggio lungo cento anni i giocattoli iniziano a prendere vita. Per qualcuno
affiorano i ricordi, per altri è vivo lo stupore nel vedere oggetti che nulla
hanno a che vedere con i giocattoli di oggi. Inevitabile dire che se da un lato si scopre,
per i più giovani, come giocavano padri e nonni, dall’altro, per gli adulti, è
un vero e proprio salto nel tempo. Per tutti, invece, a prendere il sopravvento
saranno le emozioni nel ritrovare o nel cercare quel giocattolo che ha segnato
la nostra infanzia, e l’attesa nel trovare quella stanza adatta ai nostri
ricordi che fa rivivere momenti importanti della nostra esistenza.
Il museo, aperto
al pubblico dal 2014 e che conta più di 600 giocattoli, si trova a Sciacca (qui un bel filmato sulla
storia e sulla bellezza della città), e da più di dieci anni cresce grazie all’amore e alla passione di Alessandro
e Stefania. I due padroni di casa regalano la saggezza dei nonni più vissuti e,
tra una storia e un aneddoto, riescono a far prendere vita nel cuore e nella
testa dei visitatori, gingilli e speranze andate nel cassetto della memoria.
Un viaggio
nel mondo della fantasia che va dal 1880 al
1980 dove non mancano i pezzi rari da collezione, e che consentono a
tutti di recuperare i tanti ricordi legate al periodo più spensierato della
nostra esistenza.
Brescello sciolto dal Consiglio dei Ministri per infiltrazioni mafiose. E' il primo comune in Emilia Romagna. Analisi, riflessioni e commenti mi prenderò il tempo per farli, anche perchè, insieme a Gaetano Alessi e gli altri amici dell'Università di Bologna, ne avevamo parlato nel dossier sulle mafie in E-R del 2012. Di certo, il primo pensiero corre verso Donato Ungaro, giornalista e vigile urbano licenziato dall'ex sindaco Ermes Coffrini.
Le ultime due settimane in Emilia Romagna ci raccontano anche altro però. L'inizio della IV edizione del master in "Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie" intitolato a Pio La Torre, le vicende politiche e non che riguardano soprattutto Reggio Emilia ma anche una settimana di "Noi contro le mafie" nella provincia reggiana.
"Bisogna concentrasi sulla foresta che cresce piuttosto che sull'albero che cade
e che spesso fa più rumore. La foresta che cresce va alimentata continuamente
dai giovani con la linfa dell'onestà e della coerenza".
Basterebbero queste parole del direttore scientifico del festival, Antonio Nicaso, per trasmettere l'aria che si respirava a "Noi contro le mafie" e che ha coinvolto i 12 comuni del territorio reggiano. Una settimana che ha visto la speranza dei giovani e l'impegno delle amministrazioni coinvolte pur nella consapevolezza che si poteva far di più contro le mafie e che, senza illusioni, si è ancora in tempo per alzare barricate sostanziose contro le mafie.
In questi giorni oltre ad imparare tanto si è costruito qualcosa e la strada percorsa che oramai da anni coinvolge e responsabilizza giovani e scuole ma anche cittadini e comuni diventa sempre più trafficata grazie Rosa Frammartino e tutta Caracò editore che in quelle scuole e in quei comuni ci lavorano e si impegnano tutto l'anno. Proprio come dovrebbe fare ognuno di noi.
Tutte le interviste (compresa la mia che vedete sotto) le trovate qui e qui il racconto completo del Festival "Noi contro le mafie".
A proposito, per ogni SI c'è un invito nella mia Porto Palo di Menfi che anche per quest'anno è "Bandiera Verde" per la sua spiaggia ideale per le famiglie
“Questa sesta edizione di ”Noicontrolemafie- sottolinea il presidente della Provincia Giammaria Manghi- non e” la semplice reiterazione di una positiva esperienza del passato ma una nuova occasione per riflettere ancor piu” alla luce degli ultimi avvenimenti, sulla necessita” per la nostra comunita” di riaffermare un convinto rifiuto ad ogni tentativo di infiltrazione mafiosa”. Manghi ricorda in questa direzione i tre “pilastri” su cui la Provincia basa la lotta alle mafie: i protocolli con la Prefettura, la “testimonianza” con la costituzione di parte civile in Aemilia e le iniziative culturali. “Il mondo della scuola- sottolinea il presidente della Provincia- e” il referente privilegiato dalla Provincia in questo festival della legalita”. Occorre tenere alta una barriera, anche culturale, che siamo impegnati a rafforzare sempre di piu” e nello stesso tempo sapersi mettere in discussione, facendo tesoro delle evidenze che emergeranno dal lavoro della magistratura”. Apprezzamenti al festival arrivano dal provveditore agli studi di Reggio Antimo Ponticiello e da Virginio Carnevali, presidente di Transaprency Italia: “Luoghi di incontro come questo sono l”esempio concreto della volonta” della societa” civile e delle istituzioni che si uniscono con un unico obiettivo per combattere l”illegalita” e le molte tipologie di mafie che ci affliggono”, dice quest”ultimo. L”istituto Cervi ospitera” uno dei dibattiti e organizza anche una iniziativa autonoma sulla legalita” il prossimo 7 maggio. “La riflessione su quanto sia accaduto nella terra dei Cervi- sottolinea la presidente Albertina Soliani- deve essere radicale. Quanto fatto non e” stato abbastanza”.
Lunedì 11 aprile ore 10, GUASTALLA, Istituto B. Russel Via Sacco e Vanzetti 1
"L’USO DISTORTO DELLA RELIGIONE NELLA ‘NDRANGHETA"
SALUTO DI CAMILLA VERONA Sindaco di Guastalla
INCONTRO CON
DONATELLA LOPRIENO
Costituzionalista, Università della Calabria
SALVO OGNIBENE
Autore del libro L’EUCARISTIA MAFIOSA. LA VOCE DEI PRETI Ed. Navarra
L’incontro è inserito all'interno del festival "Noi contro le mafie", qui tutte le informazioni