"La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico.
La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare".
Piero Calamandrei

mercoledì 5 ottobre 2011

Trovata l'intesa sulla norma anti-blog.



E così ci viene servito un altro inciucio, bello e pronto.
E tutti felici e contenti, io non ci sto!

"Avranno l’obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. E' questo l'accordo bipartisan raggiunto in Comitato dei Nove, che sta esaminando il ddl Intercettazioni.
La proposta è il frutto di alcuni emendamenti presentati da Zaccaria (Pd) e Cassinelli (Pdl).

L'emendamento per correggere la norma "ammazza-blog" del ddl intercettazioni è stato annunciato dal deputato del Pdl Roberto Cassinelli, autore di una precedente proposta di modifica.

"Il mio primo emendamento, già da diversi giorni depositato alla Camera - spiega Cassinelli - prevede termini allungati e sanzioni ridotte per i siti amatoriali. Questa nuova versione, che ha avuto il sostegno degli Onorevoli Contento e Costa, e che il comitato dei nove potrebbe fare propria, invece, li esclude tout court dall'obbligo di rettifica, mantenendolo solo per le testate registrate".

Cassinelli aggiunge che "dopo un'intensa attività di sensibilizzazione sul tema, credo di poter dire che sia ormai maturata in tutti, anche nel Governo, la convinzione che il
comma 29 vada cambiato". Per questa ragione, il parlamentare confida in un buon esito della vicenda, sottraendo così i blog ai rischi cui sarebbero esposti in base al comma 29".


http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=157111

sabato 1 ottobre 2011

“La parola liberata dalle mafie”



Giovedì 6 ottobre alle ore 20.00 presso la Sede Provinciale Idv Bologna in Via delle Casse 4/c (dentro Galleria Marconi), i Giovani Idv Bologna presenteranno “la parola liberata dalle mafie”, volume frutto del progetto “Vi raccontiamo le mafie” diretto da Alessandro Gallo in collaborazione con Alessandro Pecoraro e Maria Cristina Sarò, tenutosi presso l’ITCS Gaetano Salvemini di Casalecchio di Reno, sostenuto dal Comune di Casalecchio, dall’Istituzione Casalecchio delle Culture nell’ambito del progetto di Politicamente Scorretto “il futuro volta le spalle alle mafie”.
Il libro tratta storie di mafia, racconti nati dopo un’accurata analisi dei fenomeni mafiosi in Italia, raccontate da un gruppo di studenti del nord Italia che credono di non vivere lontano dalle mafie.
Sarà presente l’autore Alessandro Gallo, vincitore del concorso letterario “Giri di Parole 2011” sezione romanzi, indetto dalla Navarra Editore.
Modera Salvo Ognibene dei Giovani Idv Bologna.
L'ingresso è gratuito ed aperto a tutti i cittadini.

 “Andate nelle scuole lì dove l’innocenza semina coscienza, non gli intellettuali ma le storie salveranno l’innocenza” - Dal progetto “Vi raccontiamo le mafie” ITCS Gaetano Salvemini, Casalecchio di Reno (Bo).


venerdì 23 settembre 2011

Ciò che non si racconta non è mai accaduto.





Mercoledì 20 settembre, sede del Ministero dello Sviluppo Economico, alcune decine di lavoratori della Irisbus di Avellino manifestano a Roma mentre una delegazione aziendale ha in programma un incontro con il Ministro Romani. Il tutto mentre gli operai non prendono lo stipendio da 3 mesi, Bossi invoca la secessione, Gaetano Ferrieri è in sciopero della fame davanti a Montecitorio da più di 100 giorni, Standard & Poor's declassa l’Italia da A+ ad A, lo spread torna sopra quota 400, il discredito internazionale che copre l'Italia di ridicolo cresce sempre di più, Lampedusa vive una guerriglia urbana tra immigrati e abitanti, il voto sull'arresto di Marco Milanese incombe.
Per non parlare di quel Presidente del Consiglio che ci governa quando non è impegnato a risolvere questioni e piaceri personali. Per non parlare di quel Parlamento ridotto ad occuparsi, si fa per dire, di questioni giudiziarie (ma è diventata un aula di Tribunale senza contraddittorio o ci siamo persi qualcosa?) .
La calma e l’ordine regnano fino a quando i lavoratori decidono di muoversi verso piazza Montecitorio. Vengono bloccati da agenti in tenuta antisommossa. Ordine del questore di Roma, dicono.
Motivazione: trattenuti in quanto davanti a Montecitorio ci sono in corso altre proteste.
Insieme agli operai c’è l’ONOREVOLE Francesco Barbato dell’Italia dei Valori.
Il resto è nel video (clicca qui per guardarlo), ad ognuno le proprie considerazioni.
Prima licenziano, poi impediscono di manifestare, poi di smettere di manifestare, il tutto nel silenzio generale. Assurdo.

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare”.

Bertolt Brecht

martedì 20 settembre 2011

Anch’io ci metto la firma.



Il luogo dove il 9 maggio 1978 Peppino fu ammazzato, in località Feudi, a pochi chilometri da Cinisi, è ridotto in condizioni pietose, mancano i soldi, almeno così dicono gli amministratori, per realizzare la struttura prevista, e potrebbe addirittura essere cancellato il ricordo di quella tragica notte.
Quel luogo è diventato meta di pellegrinaggio di centinaia e centinaia di persone che si recano lì per onorare la memoria di chi è morto per difendere la legalità contro la mafia.
Giovanni Impastato, il fratello di Peppino, denuncia: “Provo rabbia nel vedere questo luogo dimenticato dallo Stato e oltraggiato da chi considera ancora mio fratello come un personaggio scomodo” e lancia un appello: “Salviamo il casolare e tutto ciò che qui attorno conserva l’ultimo respiro di Peppino”.
Giulio Cavalli ha raccolto l’appello ed ha preparato una sottoscrizione per inviare una mail al Sindaco di Cinisi Salvatore Palazzolo.
Io ci metto la mia firma (firmatario 2001) sperando che voi ci mettiate la vostra. Peppino non ti lasciamo solo.