"La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico.
La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare".
Piero Calamandrei

mercoledì 16 gennaio 2013

Capitano Ultimo: buona visione, anzi buona lettura



Insulti, critiche, promesse di querele ancor prima che il libro di Benny Calasanzio venisse pubblicato. "Capitano Ultimo. Il vero volto dell'uomo che arrestò Totò Riina" non è un libro contro Sergio De Caprio, alias "Ultimo” ai tempi del Ros. E' un libro che parte da "Ultimo" ma si allarga in tante vicende fino a scivolare nella trattativa Stato-mafia, o meglio nelle “trattative”.

Cos'è successo realmente quel 15/01/1993 ? L'arresto più eclatante della storia, quello con più polemiche, tanti dubbi ed una sola realtà. Il capo dei capi messo faccia a terra da Ultimo, viene arrestato. E' finita. L'operazione "belva" è conclusa.
8/01/1993 Balduccio Di Maggio, incensurato, trovato con un paio di pistole non denunciate, viene fermato per un normale controllo e, trattenuto in Caserma, chiede di parlare con il Gen. Delfino (si proprio quello rinviato a giudizio con l'accusa di concorso nella strage di Piazza della Loggia e condannato per truffa aggravata nel "sequestro Soffiantini").
No, non siamo a Palermo, siamo a Novara. Una settimana dopo l'uomo che dichiarò guerra allo Stato verrà arrestato e la perquisizione di rito, in questo caso prioritaria, viene effettuata 18 giorni dopo, il 2/02/1993. Provenzano invece verrà arrestato 23 anni dopo.

Date, tante, e persone, poche, che si legano tra di loro, ed una verità, quella dei rapporti ufficiali, che viene messa in dubbio da affermazioni, smentite, fatti, "casualità".
Un libro che porta alla luce, responsabilità mai indagate prima, nascoste fino ad oggi dietro le figure di Mori e De Caprio.
Un libro che chiede verità e pone interrogativi.
Offre un ritratto interessante del "Capitano Ultimo", l'ultimo tra gli ultimi con tanto di stimabilissimi progetti di solidarietà ed un passato tra grandi certezze e forti dubbi che forse è bene non leggere in correlazione tra loro ma considerarli singolarmente, come in una corsa a tappe dove alla fine non si giunge da nessuna parte.

Nessuna vittoria e niente premi ma un nastro d'arrivo da tagliare ed un traguardo raggiunto.
E' bene ritrovare la memoria per questo paese e capire che quel peccato non troppo originale che oggi ci portiamo dietro ha ancora troppe lacune ed una certezza: la fine delle bombe, l'arresto di Totò Riina e la totale sommersione di Cosa Nostra negli ultimi vent'anni.

Ultimo, eccellente investigatore a Milano, pessimo ma con ottimi risultati a Palermo si trova "casualmente" nella provincia "babba" di Nitto Santapaola, arrestato, dopo una serie di “strani” avvenimenti, a Mazzarrone, in provincia di Catania.
Troppi interrogativi che compongono un grande disegno, una trattativa accertata e di cui probabilmente, Ultimo, a sua insaputa, ne raccoglie i risultati.
No, non è il Raul Bova che avete visto nella miniserie prodotta dalla famiglia Berlusconi,è un altro Ultimo, quello vero, quello che ancora una volta non vedrete probabilmente nella prossima miniserie televisiva, la quarta, "L'occhio del falco". Chissà se riusciremo ad arrivare ad una verità vera, di certo questo libro è un buon inizio per provare a cercarla.

Buona visione, anzi, buona lettura.

Qui la scheda del libro e dove acquistarlo
http://www.ibs.it/code/9788874249695/calasanzio-benny/capitano-ultimo-il-vero.html

mercoledì 2 gennaio 2013

Ri-costruire l'anti-mafia: cinque punti per la dignità



Il primo post su questo blog non può che essere un augurio.
L'augurio di iniziare questo nuovo anno nel migliore dei modi e con una speranza.
La speranza di vedere realizzati i cinque punti per Ri-costruire l'Antimafia degli amici del Gruppo Antimafia Pio La Torre
1) Riforma dell’articolo 416ter per punire il reato e la pratica dello scambio del voto, non solo quando si riscontra una dazione di denaro in cambio del voto, bensì anche quando lo scambio avviene attraverso qualsiasi altro mezzo (materiale o immateriale, una semplice promessa)

2) Così come richiesto da Libera, chiediamo la posta in essere effettiva delle Convenzioni Internazionali in materia di lotta alla corruzione, se non approvate durante questa legislatura, ma soprattutto la confisca dei beni ai Corrotti, cos’ come disposto dalla Finanziaria 2007. Non c’è bisogno di aggiungere altro: lo scandaloso esempio di questi tempi da solo dimostra l’urgenza di una convergenza di tutte le forze politiche che abbiano a cuore la nobiltà della politica stessa.

3) Miglioramenti effettivi nell’iter di confisca e riassegnazione dei beni confiscati alla Mafia, in modo da non dover attendere decine di anni prima di far ripartire un’impresa confiscata, facendo perdere il lavoro a persone oneste, rendendo improduttivi terreni e piantagioni oppure lasciando deperire macchinari ed impianti fino a raggiungere l’obsolescenza. Gli esempi possono essere Commissari Straordinari con competenze nel settore della gestione dell’azienda confiscata responsabili non di dismettere l’azienda stessa, quanto piuttosto di farla rimanere sul mercato per poter competere durante il - lungo - periodo del sequestro. In questo modo verrebbero fatti salvi anche i diritti del titolare dell'azienda che, anche una volta provata la sua estraneità alle accuse, non dovrà ripartire da zero ma potrà proseguire da dove aveva interrotto il suo cammino imprenditoriale.

4) Un’anagrafe dei beni confiscati che non si limiti a segnalare l’assegnazione dei beni o lo stato di questi, ma che dia conto del lavoro di chi ha in gestione questi beni pubblici. Anche l’antimafia deve avere un rigore morale e formale, che conformi l’attività svolta nei beni confiscati alle mafie secondo le best practices dei vari settori, dal sociale all’imprenditoriale.

5) Sgravi fiscali per gli esercenti del settore della ristorazione che si impegnano a tenere una percentuale minima di prodotti (accuratamente certificati) provenienti dai terreni confiscati alle Mafie; con l’impegno di estendere i suddetti sgravi in futuro a tutti gli altri settori che si potranno avvalere, per lo svolgimento della propria attività economica, dei prodotti provenienti dai terreni e dalle imprese confiscate. Non si tratta di aiuti di Stato alle imprese, si badi bene. È un aiuto dello Stato a sé stesso, per sconfiggere anche economicamente la criminalità organizzata e responsabilizzare, attraverso una logica di mercato – cosa che si confà certamente all’impostazione dell’Unione Europea – gli imprenditori del settore ad una più ricercata selezione dei prodotti. Sono misure concrete, che potrebbero dare il segno che c’è una politica migliore oltre il marcio che l’ha ricoperta in questi anni. Piccoli passi per riprendersi uno spazio di pubblica discussione ormai lasciato a qualche talk-show e all’infotaimentRitornare a discutere di Politica, a fare Politica è ancora possibile. Partire da una base comune crediamo possa essere un buon inizio.


Associazioni e singoli possono aderire all appello inviando una mail all'indirizzo cinquepuntiantimafia@gmail.com
Twitter hashtag: #CPD (cinque punti per la dignità)